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Kashmir-Kashmir – Cesare Cremonini 19 giugno 2018

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Categoria: songs

BIKENIGHT: RESOCONTO (di un aldamar) DELLA NOTTE IN BICICLETTA FERRARA – MARE

Confesso che mi ci è voluta più di una giornata per riprendermi (di certo un corso di aggiornamento sulle norme antincendio non mi hanno aiutato ).
Il tutto è iniziato sabato pomeriggio, con 3 ore di viaggio, che mi hanno portato nella città estense. Parola d’ordine MAIALL! (noto intercalare dei ferraresi, con tanto di L ballerina). Ho parcheggiato dove non molti cittadini riescono a trovare posto (buscio de culo), ovvero vicino al parco da dove iniziava la manifestazione. Ad attendermi c’erano alcune zanzare che avevano capito subito che ero un forestiero, e di conseguenza mi hanno fatto la festa. Quindi ho fatto il CHECK-IN, scoprendo di avere il numero 610, che letto in cifre non è il massimo e analizzata la situazione ho deciso in sequenza: a) di visitare gli stand del parco (che belle le bici CINELLI!) b) mangiare una piada (mamma che buona, non come le fanno qui dalle mie parti!) c) mangiare un gelato alla gelateria più buona di Ferrara (un vero godimento) d) visitare il centro (che belli i palazzi di Ferrara! come il palazzo diamante) per poi rientrare all’auto e prepararmi. Ho rimontato la ruota davanti e tutte le borse, e nel momento in cui dovevo vestirmi da ciclista mi sono accorto di essermi dimenticato lo zaino in garage! Mannaggia! Ho convenuto comunque che per uno che ha fatto una bikenight vestito da batman non doveva essere un problema pedalare con le fattezze di un turista germanico (maglietta dell’ ampelmann berlinese e pantaloni corti a scacchi) in visita in Italien! E così ho fatto. E pare di essere stato l’unico su 1200 e passa persone, visto che tutti, ma proprio tutti coloro che ho visto, avevano materiale tecnico, fondello da ciclista o altre particolarità. Dopo essermi riposato sul prato per un’oretta ho incontrato un mio collega e sua moglie. E con loro ho fatto tutto il viaggio assieme. Prima di partire ero già bagnato fradicio a causa di un’umidità atipica delle mie zone. Mi ero dimenticato, ma grazie a ciò mi è ritornato in mente, di quelle volte che con la famiglia si caricava l’auto sul treno a Bologna e quindi nell’attesa si camminava per le vie del centro, con questa tipica afa umida, magari passando davanti ai magazzini Nannucci (storico locale di musica). E finalmente si è partiti e che emozione la gente ai lati che applaudiva e noi a scampallinare e augurare BUONA NOTTE. E dopo circa 10 km siamo entrati nella ciclabile destra Po. Davanti si vedeva una lunga fila di luci rosse mentre dietro erano bianche. In pratica era una processione di pazzi che pedalavano in piena notte e inondavano quei posti di luci e suoni. Il collega e sua moglie avevano una bici da corsa e andature che io definirei allegre. Si viaggiava dai 25 ai 30 km/h come se fosse acqua e io mi sono adeguato, pur avendo una bici molto pesante. Ogni tanto quando eravamo soli si sentivano le rane gracidare e pure uccelli che emettevano un suono simile a un grido di disperazione (che siano informati dell’attuale situazione italiana?). E il Po sulla sinistra silenzioso e illuminato dalla luce della luna. A certe andature l’aria rinfrescava e mi sentivo bene. E arriviamo molto presto al primo rifornimento e quindi dopo al secondo e poi terzo. Ovvero a quando mancavano 20 chilometri circa. Sarà stata sicuramente suggestione ma sentivo la salsedine e cantavo TUTTI AL MARE TUTTI AL MARE…Più ci si avvicinava e più il buio scemava. Oramai era questione di poco e l’arrivo finalmente era giunto. Il ragazzotto tetesko aveva fatto il viaggio in 5 ore e qualche minuto e quindi ci siamo buttati a fare colazione. Dopo un po’ è arrivato quello che rappresenta il mio mito, ovvero una persona fortemente obesa, tanto che faceva fatica a camminare. Non so se ha fatto tutto il percorso, ma anche avesse fatto solo un chilometro in bicicletta per me rimane un mito. Un esempio che bisogna buttarsi, bisogna provare. Non molto tempo dopo ho salutato il collega e sua moglie e mi sono diretto verso il mare (i famosi lidi ferraresi). E così sono arrivato alla spiaggia privata del comprensorio che ospitava l’evento. Lì mi sono messo il costume e mi sono immerso! E’ vero, non sarà il mare più bello del mondo, anzi, ma entrare dentro l’acqua piatta e caldissima, solo io e la mia avventura alla spalle, mi ha emozionato! Poi ho pure fatto un doccia di acqua dolce.
Il viaggio, che pareva finito,è invece proseguito e quella che sembrava l’arrivo era in realtà solo in giro di boa! Ed è così che ho rifatto la strada rivedendo il paesaggio che mi ero perso all’andata. A dirla tutta non mi ero perso poi molto perché oltre al caldo c’era un Po colore guano che pareva il Gange, una ciclabile in pessime condizioni (noi siamo abituati troppo bene) ma soprattutto un aspetto che non conoscevo, tipico da film horror! In pratica a un’andatura variabile tra i 17 e 20 km/h entravo all’improvviso in sciami di moscerini che si andavano a spiattellare su tutto il mio corpo (ringrazio Dio che avevo gli occhiali e tenevo la bocca chiusa, altrim enti non sarei qui a raccontarlo!). E questo è successo per ben 5 (cinque) volte! Aggiungete il caldo e i punti d’acqua che scarseggiavano. Aspetti positivi: il salutare tutti coloro che incrociavo e dovevano finire il viaggio (gli ho ammirati molto più di chi è arrivato prima di me!) e un bombolone mangiato in una sorta di bar in un paese di cui non ricordo il nome! Arrivato a Ferrara, nonostante fossi zozzo tra sudore e moscerini, sono partito subito in direzione di Bologna perché avevo un programma, ma dopo un po’ all’improvviso mi è venuto un abbiocco e non me la sono sentita di mettere a repentaglio la mia e altrui vita. Quindi mi sono fermato a dormire (nonostante il caldo) e ho capito che piano piano dovevo rientra a casa. E tra una dormita e l’altra sono ritornato alla base.
Se il fato vorrà mi aspettano altre nuove avventure. La prima il prossimo sabato con la SELLA RONDA BIKE DAY (davveo impegnativa) e poi la BIKENIGHT di casa, quella che mi porta ai luoghi della mia infanzia, la Bolzano Villabassa.
Finché c’è voglia di sognare si pedala!

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELL’OTTAVA E ULTIMA GIORNATA

Iniziamo dalla fine,sono a Santiago. Ed è vero che rimanevano solo 33 km,ma nulla nella vita è scontato. La giornata inizia con nuvoloso, e non promette nulla di buono. Parto senza troppo sbattermi e faccio metro dopo metro il cammino ufficiale. Ancora fango ma di meno dei giorno passati. Quello che non smette è il freddo. E le salite. Un continuo su è giù. E purtroppo tutte le chiesette che incontro sono chiuse,che si vergognino. Arrivo a Santa Irene,il nome che ho dato alla mia compagna di viaggio. E convengo di essere stato fortunato che non mi abbia tradito nonostante sia stata messa a dura prova. Arrivo a 4 km da Santiago in un parco con una grande statua. Lì il tempo si schiarisce e mi metto a parlare con italiani. E quindi arrivo in città,dove mi perdo brevemente e arrivo alla cattedrale da dietro. Non m’ impressiona più di tanto e decido di andare a prendere sta benedetta Compostela. Lì trovo una cosa tratosferica e aspetto almeno 2 ore. Ricevuto questo pezzo di carta mi dirigo verso il monastero adibito ad albergo. Ove mettono a disposizione camere comuni o singole senza bagno (ho scelto la seconda opziobe,45€ per tre giorni). Nel mentre però incontro un negozio di bici e mi metto d’accordo per una pulizia. Quindi prima prendo la camera,porto la bici a lavare e bel mentre lavo tutta la roba possibile. E finito il tutto vado da Decathlon a comprare un asciugamano grande che ho perso durante il viaggio. Il tizio della bici mi dice che le pastiglie dei freni davanti sono andate. E in effetti fanno in rumore strano (E le ho cambiate prima di partire!).
Domani con calma conosceró la città. E questo è tutto. Passo e chiudo.

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELLA SETTIMA GIORNATA

Oggi il video serale non lo faccio. E perché sono stanco morto,e perché comunque non sono un granché i miei video. Ma partiamo dall’inizio. Stamattina me la sono presa relativamente comoda. I compagni di stanza ancora di più. Partito c’era una leggera pioggerellina quindi ho optato da subito per seguire il tracciato di chi cammina. Questo percorso è un continuo sali e scendi che alla fine ti sfinisce. Pure oggi c’erano tratti fangosi ma di meno. Ho incontrato un sacco di mucche,cani e gatti. Sono “immerso” in un paesaggio bucolico anche se io mi sentivo l’unico non rilassato,nel continuo su è giù del tracciato. Più che l’acqua quello che mi rallentava era il freddo. Il freddo che ti penetra dentro. E quindi mi sono fermato a prendere qualcosa di caldo. Questo mi è servito a ritrovare le forze e la fiducia nel proseguire. Più avanti si va e più s’incontrano pellegrini. Intere scolaresche o gruppi d’anziani,che fanno anche solo qualche passo per dire io c’ero. Pure i tassisti sono numerosi. E stazionano come avvoltoi nei punti strategici. Ora quando prendo il timbro nelle chiese mi chiedono la nazione di provenienza. Di italiani ne ho incontrati sempre di più, e tutti gioiosi! A un certo punto la pioggia si è infittita e il freddo è risultato insopportabile. Ho preso la provinciale che porta a Santiago ma andavo comunque piano a causa del vento. Quindi mi sono fermato a 30 km dalla meta in una sorta di albergo isolato nel bosco. 12 euro la stanza comune ma sono da solo,quindi come se fosse singola. E stasera letto presto che domani,forse,si festeggia…

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELLA SESTA GIORNATA

Oggi l’ho presa piano. Sono partito una mezz’ora dopo del solito e non ho tirato. Faceva un freddo becco,anzi FRIU ma FRIU! Sono arrivato al monastero di Samo verso le 9 e 15,quindi ho fatto colazione. E ho scoperto che il monastero apriva solo alle 10. A dimostrazione di quanto poco mattinieri siano gli spagnoli. Peccato che a parte il timbro era aperto solo il museo perché la chiesa apriva solo alle 12!. Appena vedo il grande capo,Papa Francesco, devo dirgli che non si fa così! Riparto e seguo pedissequamente il tracciato del CAMINO. Che oggi é caratterizzato per il fango continuo,e rende difficile l’avanzamento in sella. (Non voglio immaginare cosa sarebbero successo se avesse piovuto). La natura si fa sentire in modo chiaro e forte sia con i colori sgargianti dei fiori che i profumi dei campi. Si traduce in molteplici folate di letame che “allietavano” il viaggio. Finalmente arrivo a Sarte e lì mangio. Faccio incetta di timbri ed entrando in una chiesa un pellegrino mi pone una domanda in spagnolo. Non sapremo mai cosa mi ha chiesto! Riparto e il tratto fangoso lo diventa ancora di più, in un continuo sali scendi. I 20 km di questo tratto sono sembrati 80. Nel mentre la distanza che mi separa da Santiago è scesa sotto i 100. Ora mi trovo a Portomarin, in una pensione che sembra una comune. 10€ il letto. Ho mangiato da italiani alla pazza cifra di 6€. Qui ci sono ragazzini che dormono già dalle 15. Si nota la differenza con i pellegrini dei primi giorni! Fra poco me ne vado a letto pure io. Nel mentre vi scrivo si sente un flebile rumore di pioggerellina che batte la tettoia.

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELLA QUINTA GIORNATA

Questa giornata inizia col freddo e “caffe” con lece e pane tostato. Si parte e dopo un po’ mi perdo. Verifico e mi ritrovo davanti a una bellissima centrale a carbone sia messa e convertito a museo. Il cielo è coperto da nuvole minacciose,ma il mio stato d’animo è pieno di sole. A un certo punto tra i vari pellegrini che incrocio e gli innumerevoli BUEN CAMINO! una coppia di ragazzi italiani mi ferma e mi chiede informazioni. E non è la prima volta che succede. Probabilmente ho trattati somatici spagnoli. E ogni pretesto è buono per ridere di gusto. Lo so,non faccio bella figura,ma entrare nella cittadina di Cacabello mi faceva ridere. Questi sono zone di vigneti. Una sorta di strada del vino di Appiano,ma molto più povero. Arrivo al paese prima della salita e mi fermo a prendere il solito “cappuccino” con briosce. E con le mie solite domande E lì incontro 4/5 ciclisti brasiliani. Tenetelo lì perché lì ritroveremo. Proseguo e la valle si chiude sempre più ma la salita è dolcissima. Il tracciato si stacca dalla strada ogni volta che incontra un paesello. E arrivo così al paese prima della pendenza più importante. Fa freddo,tira vento e mi decido di mangiare:petto di pollo,uova e patate. Lì subito dopo arrivano 3 ragazzini (eh l’età!) e mi accorgo che sono italiani,più precisamente di Brescia (fés!). Scambiamo qualche frase e proseguo. La strada per biciclette, asfaltata dopo un po’ lascia quella per chi cammina,ed è di terra. La pendenza è impegnativa. Da 600 metri si arriva a 1100! E arrivo a un rifugio dove reincontro i brasiliani. Lì spontaneamente mi metto a ballare cantando un pezzo a me caro (anche se in latino): la vida es un carnival. A loro non pare vero di trovare un brasiliano più brasiliani di loro e allora mi chiedo io ti ballare la famosissima IAMME IAMME ( tipica canzone nostrana quando cuciniamo la pizza,la pasta e suoniamo il mandolino). La cosa avviene per ben due volte (tanto che avevo paura che a un certo punto ci cacciassero dalla Spagna) e un ragazzo,di nome Umberto,ci riprende con lo smartphone. Lui è partito dal primo Aprile ed è di Torino. Quindi proseguo e arrivo in Galizia. Anche qui hanno un idioma particolare e sono presenti bellissime case costruite in pietra. Non è la prima volta che una signora mi chiama dicendomi che stavo sbagliando strada. E anche questa volta rimango sorpreso dalla causalità. Siamo ad alta quota e la strada va su e giù. Fino a scendere con pendenze del 7%. Arrivo a toccare velocità di 50 km/h senza accorgermene. E arrivo così a Tricastello,che speravo fosse più grande. Ora soggiorno alla pensione Olga,praticamente una stanza e bagno di una casa privata. Nel paese non c’è nulla e, mi si passi la battuta,giustifica l’uso della droga. Domani la strada è più semplice ma mi aspetta la pioggia. Di certo quello che non manca sarà il cercare qualche segno che indichi il Cammino,tra cui le infinite frecce gialle. A volte sarebbero comode anche nella vita. Ma solo in minima misura,altrimenti non sarebbe più vita…

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELLA QUARTA GIORNATA

(oggi non lavo nulla!)
La giornata comincia verso le 6 e mezza (sveglia naturale),ben risposto,con preparazione talmente teutonica che in una ventina di minuti ero pronto. Fuori fa freddo,mannaggia,ma la cosa che noto,anzi sono due,è che più a ovest si va e più fa buio alle 7,mentre l’altra è che gli spagnoli si alzino tardi. Manco un bar aperto per fare colazione! E parto senza sapere fin dove arriverò. So che mi aspetta la quota più alta di tutto il viaggio. Inizialmente scelgo di percorrere la strada trafficata che affianca il cammino. Questo permette oltre che di velocizzare il passo anche di non intralciare il cammino dei pellegrini. Arrivo a un bar dopo svariati chilometri e prendo un cappuccino bollente e un muffin. Faccio le solite domande all’italiana,figlio di mio papà, chiedendo quanto manca alla croce di ferro e se la salita è impegnativa. Lei mi risponde di no,basta fare depasito depasito. Ed ecco entrarmi in testa la maledizione di tale canzone,tanto che a volte al posto di BUEN CAMMINO,volevo urlare appunto DESPASITO! A riguardo sono quasi certo che gli anglofoni al mio saluto rispondano con un DON CAMILLO! A un certo punto mi sono emozionato come si emozionano i bambini. Su una parete di un edificio tre nidi con in una di esse una cicogna. Di una bellezza unica! E non sarà l’ultima volta che la natura mi emoziona,ma ho dei video a riguardo. Viaggio per paesi più o meno grandi fino ad arrivare a 14 km da Astorga cittadina prima del salutone. E alle mie solite domande mi fa vedere il meteo e pare che nei prossimi giorni pioverà parecchio,ma quel che è peggio che nei paesi potrebbe nevicare! Quindi mi metto di buona le e parto. Perché tutto questo mi ricorda che possiamo essere allenati e bombati di energizzante,ma rimaniamo nulla rispetto a cose più grandi di noi,tra cui la natura. Percorro un tracciato di terra incontrando molti pellegrini,e non posso non notare ancora una volta come la terra qui in Spagna sia più rossa che da noi. Ma forse è solo una mia impressione! Arrivato ad Astorga prendo il mio carburante preferito,pane e prosciutto e ho avuto modo di ammirare il stupendo palazzo creato da Gaudí,talmente bello che pare appartenere a una favola. E parto, piano piano fino a toccare i 1500 metri. Ma qualche chilometro prima raggiungo la famosa croce di ferro ai piedi del quale tantissimo gente ha lasciato un sasso. Io ne ho lasciati 2,presi direttamente da Bolzano. Scollinato sono sceso giù frenando non poco e passando paesini molto caratteristici,fatti da case di pietra. Mi sono fermato a Ponferrada,cittadina molto graziosa. Soggiornando ancora una volta in un Hostal,visto che ho capito che è quelli che fornisce camere singole.Ho chiesto al parroco se potevo avere le credenziali (si legga timbro) della basilica e mo ha raccontato un’infinità di cosa, a cominciare dal perché la Madonna è scura (e i fedeli la chiamano la morettina) alle leggende più famose. Mancano 183 km a Santiago.

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELLA TERZA GIORNATA

(scritto in una lavanderia automatica mentre aspetto che i gli indumenti si ascughino e lavino)
La notte è stata più tribolata del solito. Alle 2 si è accesa una luce automatica proprio vicino al mio letto,e ho avuto non poche difficoltà a cercare di addormentarmi. La colazione è stata più che francescana ma va bene così, e quindi sono partito. Mi sono messo a pedalare di buona lena e ho incontrato da subito un sacco di pellegrini a piedi! Avrò detto quasi un migliaio di BUEN CAMINO e sono certo di aver intuito qualche rara volta un assorata detto nelle più disparate lingue. Fatto sta che non invidio chi affronta il cammino da solo a piedi. Non credo ci riuscurei! Dopo pochi chilometri ho affrontato una salita relativamente breve del 13%. Da un altitudine di circa 800 sono arrivato ai 900. Sopra ho visto un paesaggio immerso nella nebbia che rendeva tutto mistico. Ero forse morto. Prima gaffe,mentre salivo ho superato una ragazza asiatica e le ho chiesto se era giapponese. Mi ha risposto coreana. Seconda gaffe,in cima ho incontrato il suo ragazzo e gli ho detto che avevo un Samsung. All’istante mi sono sentito come quelli che appena sentono la parola Italia partono subito con il pizza spaghetti e mafia! Proseguendo la nebbia pian pianino si è diramata ma i pellegrini no! È facevo un po’ di fatica a farmi sentire. Il ritmo era veloce tanto che a volte urlando BUEN CAMMINO qualched’uno si spaventava. Mi sono fermato verso le 10 a prendere un cappuccino e briosce (mon conoscono l’esistenza del macchiato). E ho fatto la conoscenza con due signore tedesche di cui una si vantava dei tanti timbri. Quindi ho proseguito e proseguito fermandomi di tanto in tanto a prendere una bibita (costa tutto poco). In tanto il sole picchiava e la stanchezza ha trovato il suo culmine dopo a Leòn,dopo 140 km di marcia (7 ore e mezza tolte le pause). Purtroppo non sapevo dove andare e in una città grande non è banale. Questo mi ha riconfermato il perché sui dettagli cerco di essere più programmato possibile. Voglio dare spazio solo alle emozioni. Dopo varie peripezie ho trovato un hostiello (tradotto albergo), di certo non nuovissimi ma dignitoso.Alla pazza cifra di 25€ (trovarne uno in italia). E la cosa bella è che ho una stanza tutta mia,ed è u privilegio non da poco!

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELLA SECONDA GIORNATA

Ho fayto un video stasera ma internet va a carbonella e qui nella camerata l’invio dati non funge. Quindi domani!
La giornata é iniziata con i colleghi che sono partiti,quindi io ho fatto lo stesso con un po’ più di calma. Mi sono diretto verso la stazione e ho incontrato un panificio/caffetteria. Ho ordinato un capuccimo,ma vi assicuro che quella brodaglia non sapeva nemmeno di caffè! Una volta arrivato in stazione alla biglitteria il bigliettaio di sua iniziativa ,dato che era l’unica possibiità,mi ha fatto il biglietto per Miranda! E il treno sarebbe partito in due minuti! Sono salito su un treno di cui non conoscevo la destinazione. E da lí tramite internet ho dovuto trovare una soluzione. Ho avuto cosí modo di parlare con due spagnoli e la cosa bella é che ci capivamo nonostante io parlassi italiano e loro spagnolo. Il secondo poi mi ha aiutato non poco nel dirmi quale treno prendere pervarrivare a Burgos! E mi ha pure spiegato che il fiume Ebro,che passa per Miranda,secondo lui ha dato origine al nome iberico. Arrivato a Burgos sono rimasto affascinato dalla cittá,stupenda! E ne ho approfittato per lavare tutti i vestiti sporchi in una lavanderia a gettoni. Quindi sono partito e tra sali scendi dolci in mezzo a lande immense mi ritrovo in un paesello,in una camerata con due signore anziane della California. Una di origine tedesca. Vediamo cosa ci regala il domani…

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CAMINO DE SANTIAGO: RESOCONTO DELLA PRIMA GIORNATA!

Avrei voluto fare un video ma siamo arrivati sul tardi e poi vi spiego perché.
La giornata incomincia però con ieri. Da come ero stravolto dal viaggio in furgone, comunque in bella compagnia, di gente che ama scherzare. Mi sono soprannominato il bocia perché sono il più “piccolo” della compagnia. Di ieri la cosa più suggestiva è stata la registrazione delle credenziali. Un anziano francese molto gentile mi poneva alcune domande e ho ricevuto tanta cordialità. E lure 3 pellegrini conoaciuti in quell’occasione. Un francese e due americani! È stato bello conoscere il motivo del perché lo facessero.La notte è stata chiaramente tribolata e l’ aver preso una tachipirina ha giovato molto.
Nota di colore la sveglia dello smartphone di un collega ha suonato alle 3 e mezza e alcuni si stavano preparando pensando fossero le 7
La sveglia vera invece per me è stata mezz’ora prima. Questo mi ha permesso di essere pronto abbastanza presto. La colazione l’ho fatta assieme ad altri pellegrini. Baguette r marmellata. La partenza è stata in vero incubo, pendenza tosta che preannunciava la durezza del percorso. Bellissimo il tempo atmosferico,una nebbia con pioggerellina che rendeva tutto più mistico. Peccato che questo non ha permesso di vedere il paesaggio,ma penso che sua simile a certi paesaggi toscani. La nebbia invece non mi permetteva di vedere il seguito della strada così non dovevo spaventarmi. Inutile dire che ero il più lento e anche di parecchio. A un certo punto l’asfalto ha ceduto il passo allo sterrato. E li le cose si sono fatte peggio! Sono arrivato in cima che non ci credevo ancora. Ed è seguita una discesa “andante” in mezzo alla nebbia. Ora pensavo che le cose sarebbero andate meglio. Non è stato così perché il cammino de Santiago a differenza della strada statale presenta tanti strappi in salita e discese ripide,il tutto nel pietrisco. Mi sono ritrovato all’inferno con l’energia che era esaurita da un pezzo. E per giunta senza mangiare praticamente niente. Mi hanno visto pallido e mi hanno dato un energizzante. Siamo arrivati verso le 7 di sera vicino a Pamplona,con 20 km in meno da quello che ci eravamo prefissi. Qui si è palesato il fatto che io sia estraneo a questo gruppo fatto di ciclisti semi professionisti, di gente che affina la propria tecnica e si alimenta a barrette e integratoti. Io sono più un cicloturista che piace fermarsi a fare foto e mangiare panini. Quindi è fisicamente impossibile che io riesca a rispettare la loro tabella di marcia. Assume agli altri ho deciso di spostarmi domani da Pamplona a Leon,300 km da Santiago, e provare da lì ad arrivare per tempo. Perché poi è il tempo la variabile più importante. Penso che in 3 settimane con una media di 50 km riuscirei a godermela alla grande. E spero proprio un giorno di poterlo fare. Per intanto BUEN CAMINO!

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